Considerazioni sulla gestione delle emergenze terremoto in Italia

terremoto abruzzoSenza andare troppo lontano nel tempo, quindi senza parlare dei disastrosi terremoti del 1908 e del 1915 in cui persero la vita 160000 (centosessantamila) persone, abbiamo alcuni esempi di come la gestione dei terremoti in Italia non è sempre stata lineare, sia nella prima emergenza (soccorsi), sia nel dopo terremoto (ricostruzione).

Il terremoto del 6 Maggio 1976 in Friuli è stato un esempio dell’efficenza sia nei i soccorsi, sia nella prima sistemazione per gli sfollati, sia nell’organizzazione dei tempi e delle finanze per la ricostruzione, avvenuta nel giro di una decina di anni.

Successivamente un altro terremoto ha devastato l’Irpinia: era il 23 Novembre 1980. I soccorsi organizzati sono arrivati dopo 5 (cinque) giorni a causa sia della totale disorganizzazione della Protezione Civile sia delle condizioni indecenti delle infrastrutture nella zona. Ma la cosa ancora più terribile in questa storia è stata la speculazione ordita da politici e camorra sulla ricostruzione. Tanto per dare alcuni numeri: numero paesi colpiti, da 36 a 280 nel giro di 6 mesi e poi durante gli anni della ricostruzione arrivati misteriosamente a 687; contributi pubblici, circa 60.000 miliardi di lire in 20 anni usati per NON ricostruire, più 11.5 milioni di EURO tra il 2007 e il 2009, usati per costruire (tra l’altro parzialmente) quelli che sono i due quartieri roccaforte della criminalità organizzata del napoletano.Una bella differenza nella gestione dei soldi, verrebbe quasi da pensare che i politici del sud in quel periodo fossero tutti corrotti… che ne dici? Comunque passiamo avanti e cerchiamo di non pensare a questo scempio della politica italiana.

Settembre – Ottobre 1997: il terremoto colpisce l’Umbria, questa volta “solo” 11 persone muoiono durante le scosse. Secondo i dati dell’Osservatorio per la ricostruzione in Umbria, tra il 1998 e 2001 gli interventi realizzati rispetto a quelli preventivati sono stati mediamente del 90%, ma dal 2002 al 2008 questa percentuale è calata vertiginosamente passando al 61%. Ancora oggi, dopo 12 anni, c’è gente in Umbria che vive in casette prefabbricate non certo costruite per viverci a lungo!

Ora facciamo un salto, al terremoto del 6 Aprile 2009 in Abruzzo: senza stare a parlare delle polemiche sollevate dalla possibilità o meno di prevedere terremoti (non me ne intendo molto), vorrei parlare invece della gestione della ricostruzione. Perchè? Da 6 mesi ormai lavoro a stretto contatto con un produttore di case in legno e ormai da circa 2 mesi una grande azienda del nord Italia chiede prezzi e progetti da mostrare alla Protezione Civile per la costruzione di villaggi dove alloggiare i senza tetto. Ho seguito molto le notizie che arrivavano dall’Italia… fino a un mese fa circa, perchè non ne sento più parlare. Qui sono pronto a ricevere ogni delucidazione in caso ci fosse in realtà qualcosa di nuovo. Quello che so io, perchè lo sto vivendo direttamente, è che la ditta che ci ha contattato inizialmente, ora ogni 10 giorni mi dice che c’è un incontro con il governo e ogni volta poi viene rimandata la decisione. In effetti quello che so dai media di sicuro, è che la decisione e il bando vengono rimandati in continuazione. Ora mi chiedo, senza bandiere e senza colori, questo governo vuole fare come il Friuli o vuole finire come l’Irpinia? Allo stato attuale delle cose si direbbe che siano state spese tante, tantissime parole, come solo i politici italiani (decidi tu quali) sanno fare, ma come al solito a fatti siamo sempre mal presi.

This website uses IntenseDebate comments, but they are not currently loaded because either your browser doesn't support JavaScript, or they didn't load fast enough.

5 Responses to “Considerazioni sulla gestione delle emergenze terremoto in Italia”

  1. Karim  on giugno 3rd, 2009

    niente di nuovo sotto il sole

    Reply

  2. Beppi  on giugno 4th, 2009

    Beh non fare il prevenuto. Fin’ora il governo si è mosso in maniera eccellente, L’Aquila la stanno già costruendo e i terremotati non sono mai stati trattati così bene. Che poi ci siano beghe, mastrussi e chissà che altro, questo è inevitabile, però prima di trarre conclusioni aspettiamo. E’ inutile criticare chi si sta muovendo bene, solo perché non si sta muovendo in maniera eccellente.
    Riguardo alla “gestione” delle emergenze umanitarie, ti faccio un solo esempio… la missione Arcobaleno.
    Dimmi tu se almeno non si sta facendo meglio di quella porcheria!

    Reply

    • Mirko_Klaipeda  on giugno 4th, 2009

      Visti i precedenti sono prevenuto, ma ho sempre la speranza che le cose cambino. Non essendo perfettamente informato degli ultimi avvenimenti ho appunto chiesto di farmi avere qualche notizia, perchè ora come ora non si parla molto della ricostruzione. Giusto ieri sera ho visto B. a Porta a Porta. Come al solito quello che dice dovrebbe far pensare al meglio. Ma quando dice che vuole le case costruite in 80 giorni, non credo che sappia veramente di cosa stia parlando! Per quanto una casa possa essere veloce da costruire ci vogliono minimo due mesi tra la produzione e la costruzione… e se aspettiamo ancora per questo bando di cui si parla tanto, a Novembre in Abruzzo, fidati, ci saranno ancora tante persone in tenda! Comunque cercherò di essere positivo. Intanto vi terrò aggiornati per quanto mi riguarda, sui movimenti con la ditta con cui sono in contatto!

      Reply

  3. a.russo  on giugno 4th, 2009

    De Mita ha avuto addirittura il coraggio di venire a parlare in Abruzzo, in questi giorni. Tra le altre cose, ha affermato che lui ha "esperienza" nei terremoti.

    Reply

  4. Karim  on giugno 4th, 2009

    Staremo a vedere

    Reply


Leave a Reply