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I tre porcellini e il lupo, storia da rivedere?

Ciao, dopo una vita che non scrivo nulla mi sono deciso a buttare giù qualche riga e qualche foto, per evitare la morte clinica di questo blog.

Ho notato che in molti Paesi europei, inclusa l’Italia, la storia dei tre porcellini e il lupo (le case di paglia, di legno e di mattoni per intenderci) ha molto riscontro, infatti le costruzioni, per tradizione o per necessità, sono generalmente in cemento armato e mattoni.
Ormai sono 18 mesi che lavoro ufficialmente in una azienda locale (Dolena) che produce case in legno e vorrei raccontarti un po’ quel che ho fatto e quel che faccio.
Tutto è iniziato una sera di Novembre del 2008 all’università di Klaipeda, dopo una lezione di italiano (fino ad un anno e mezzo fa insegnavo italiano). Un mio studente mi si avvicina e mi chiede: “Ti va di venire a lavorare nella mia azienda?”. Questo studente è il direttore della Dolena. E così il mese successivo mi ritrovo nell’azienda a fare le prime “esperienze” in questo campo.
Devi sapere che Dolena è attualmente una diretta concorrente in Scandinavia delle più importanti aziende locali per la costruzione di case in legno.
Quando ho iniziato a lavorare in questa azienda ho passato i primi mesi su internet alla ricerca di aziende di case in legno presenti in Italia, ricerche su che tipo di mercato ci fosse in Italia (quasi nullo, se togliamo il Trentino) e capire se ci fossero possibilità per una azienda lituana di entrare nel mercato italiano.

La risposta è arrivata dopo 4 mesi, ovvero dopo il disastroso terremoto che ha colpito l’Abruzzo. Io credo che dopo questo evento qualcosa sia scattato nella testa di molte persone in Italia, e cioè chiedersi quanto realmente siano sicure le costruzioni in cemento se non si utilizzano tecnologie estremamente costose. Da quel momento, in parte grazie al mio precedente lavoro di “pubblicità” e di traduzione del sito, abbiamo iniziato a lavorare parecchio, e non per la “ricostruzione” (avevo delle perplessità sul modus operandi italiano in questi casi, rivelatesi tra l’altro esatte), ma per costruire case per privati. E’ chiaro che la maggior parte delle richieste inizialmente siano arrivate dall’Abruzzo, ma al momento abbiamo in cantiere tre grossi progetti uno vicino a Milano, uno in Abruzzo e uno a Lecce.

Ora non sto a discutere sul fatto che il cemento per certe strutture e in certe zone sia indispensabile (anche se esistono palazzi in legno di 6 piani), ma forse finalmente, e purtroppo solo dopo un evento tragico, in Italia si sta muovendo qualcosa sia riguardo alla sicurezza degli edifici, sia riguardo all’utilizzo di materiali ecologici ed economici.

Forse è venuto il momento di cambiare il finale della storia dei tre porcellini e del lupo!

Aggiornamento delle mie considerazioni sulla gestione terremoti in Italia

OnnaLa prima settimana di settembre sono andato per lavoro nelle zone del terremoto in Abruzzo. Lavorando in una azienda che produce case in elgno siamo stati chiamati in Italia per poter mostrare i nostri prodotti, e ovviamente ci siamo ritrovati faccia a faccia con la cruda realtà del luogo.

A prima vista ho pensato che le cose stessero andando bene, perchè ho avuto modo di vedere tantissimi cantieri aperti, nuove costruzioni che crescevano come funghi… ma poi ho guardato più in profondità e ho cominciato a vedere qualcosa di sbagliato. E non solo io, ma anche le persone che sono venute con me, i miei capi.

Nuovi quartieri popolariIn effetti i cantieri sono aperti, ma sono aperti solo esclusivamente cantieri di costruzione del nuovo! In due giorni che ho girato in lungo e in largo per quelle zone (L’Aquila, Paganica, Avezzano, Onna, ecc.) avrò visto forse un totale di quattro case in ristrutturazione e chiedendo ho saputo che venivano usati solo i soldi dei proprietari e non gli aiuti governativi (che a onor del vero per quel che ne so devono ancora essere distribuititi tra i privati). Ma la casa privata di per se non è un problema attualmente, ai miei occhi da povero ignorante. Quel che mi ha colpito è che le scuole sono realmente dentro a dei container, rifatte nuove in posti lontani da dove erano con prefabbricati di cemnto degni degli alveari giapponesi, o anche tipo capannoni degni delle più grandi zone industriali del Nord.

Ora mi dirai che stanno costruendo, che le cose si muovono… ma io penso che sarebbe forse stato meglio ripristinare quelle strutture pubbliche che con pochi lavori sarebbero nuovamente utilizzabili e sicure.

L’impressione è quella che ben pochi torneranno nelle proprie case e si ritroveranno ad abitare in questi nuovi immensi quartieri popolari costruiti fuori città. E a proposito di queste nuove costruzioni: il commento del mio capo è stato: mi sembra di vedere costruire i quartieri popolari sovietici… hanno la stessa struttura…

Per finire ti dico una cosa: la prima impressione non è stata positiva, sia per quello che ho visto che per quello che ho sentito (dal vivo e non in tv), ma ritengo che prima di dare un giudizio quasi definitivo dobbiamo aspettare almeno fino agli inizi del 2011. A quel punto scopriremo dove saranno andati realmente a finire i soldi degli aiuti, sia del nostro governo (che si è mosso in modo quasi impeccabile nella prima emergenza) sia quelli internazionali, che sono tanti!

Campo OnnaP.S.: ho visto il campo di Onna, costruito con casette donate dalla Provincia Autonoma di Trento. Un campeggio in piena regola, ma in quel paese non si può fare tanto gli schizzinosi, visto che solo il 5% della popolazione (dalle notizie avute) ha ancora una casa!

L’Unione Europea sta svanendo dalla vita degli europei?

europanoNegli ultimi mesi non si è sentito altro che parlare delle elezioni per il Parlamento Europeo, con campagne elettorali di qualunque tipo. Personalmente sono rimasto abbastanza perplesso dai risultati ottenuti in Lituania, ma non parlo dei risultati di partito, ma di quelli dei votanti. L’astensionismo in Lituania ha raggiunto livelli che secondo me sono veramente preoccupanti: si parla del 20% degli aventi diritto andati alle urne.

Considerato che fino al mese scorso (per le elezioni Presidenziali) non mi sono mai preoccupato più di tanto della politica in Lituania (lo so che è sbagliato, ma sto cambiando rotta), sono andato in giro per blog per cercare qualche articolo. Qui di seguito troverai la traduzione dell’articolo sulle elezioni europee scritto da Daiva, giornalista di Vilnius, che ho trovato molto piacevole per la sottile ironia implicita nelle parole della scrittrice, e interessante per le similitudini che in questo frangente la politica lituana ha con la politica italiana. Se sei anglofono o conosci molto bene l’inglese, abbi pazienza se non ho tradotto perfettamente l’articolo, credo che l’importante sia capirne il senso. Inoltre ti ricordo che l’articolo è stato scritto qualche ora prima della chiusura dei seggi e ho lasciato i link interni così come erano.

ELEZIONI PER IL PARLAMENTO EUROPEO IN LITUANIA

Intorno alle 14 (di Domenica 7 Giugno nda), solo l’8.5% dei votanti hanno espresso la loro opinione (o l’assenza della stessa) nelle elezioni per il Parlamento Europeo in Lituania, il chè non è per nulla sorprendente. L’affluenza alle urne viene sempre misurata dopo le 14, in quanto ci si aspetta che la maggiore parte dei votanti vada alle urne alla Domenica dopo quell’ora (alla chiusura dei seggi la percentuale si è attestata intorno al 20% nda).

Alcuni politici, e non solo, hanno attribuito la bassa affluenza al bruttissimo tempo che sta torturando il Paese da settimane (che io sappia nell’ultimo mese avrà piovuto 3 giorni, ma io sono di Klaipeda nda). Infatti le condizioni disastrose tipiche delle strade portano le persone a pensare che sia senza senso doversi bagnare troppo le scarpe. Anche se molti, se avessero avuto fiducia in questo voto, si sarebbero arrischiati a farlo.

In primo luogo, come quasi ovunque in Europa, la gente non vede come l’Unione Europea cambi le loro vite, anche se in realtà lo fa. E’ oltremodo facile vedere come molti partiti stiano cercando di riciclare i loro membri meno popolari in questo modo. Secondariamente, la campagna elettorale è stata di una noia mortale (in Italia invece hanno fatto gossip, molto più interessante nda). Tutti a ripetere:”difenderemo gli interessi della Lituania” anche se non è quello il loro lavoro. Non è per nulla chiaro da quale parte stiano i partiti. Molti politici sulle liste sono riciclati, corrotti, noiosi o totalmente sconosciuti. Per cui penso che molte persone sentano di non avere grandi scelte, per cui alla fine non scelgono (le elezioni servirebbero per dare una scelta, in fin dei conti). E’ stato difficile convincere i miei genitori ad andare a votare oggi, e uno degli argomenti a favore del voto era che sarebbe stato meglio che un partito (di cui non faccio il nome, perchè le elezioni sono ancora in corso) prendesse meno voti dell’altro.

Un dato preoccupante è che i votanti più attivi si trovano nei distretti di Vilnius, Šalčininkai and Rokiškis (città che si trovano nella parte orientale della Lituania nda). Non conosco la situazione degli ultimi tempi, ma le aree con predominante popolazione polacca intorno a Vilnius e a Šalčininka, sono, da quanto ho letto, note per i brogli elettorali. Generalmente un Partito per la Minoranza Polacca è il benvenuto, ma ho sentito che in molti casi il partito faceva pressione ai votanti delle zone rurali di votare da casa o richiedere di poter votare in anticipo. Questo lascia più libertà di comprare voti, anche perchè il segreto del voto non è assicurato in questo modo. Il voto da casa è una possibilità che si lascia a chi è gravemente malato, ma le lista di persone che possono godere di questo privilegio sono decise da chi amministra le elezioni. In alcune circoscrizioni il 90% dei votanti hanno dato il voto al candidato del Partito per la Minoranza Polacca nelle ultime elezioni presidenziali. In queste elezioni ci sono state accuse di brogli elettorali a Šalčininkai, e il risultato del voto da casa non sarà convalidato.

Sarebbe quantomeno interessante se il Partito per la Minoranza Polacca andasse al Parlamento Europeo, mi chiedo da quale parte starebbero. Sono diventati famosi quando hanno proposto e spinto per l’approvazione di un legge contro l’aborto in Lituania. Nel suo discorso, il leader del partito, ha detto di volere più politici “cristiani” in Lituania e di copiare più “buone azioni” dalla Polonia.

europasiCome avete potuto vedere è un articolo molto imparziale, parla di fatti con pochissimi commenti personali, altro motivo per il quale ho deciso di tradurlo per il mio blog e per te che leggi.

Tornando a noi, posso capire da che parte stai dal fatto che tu ti stia chiedendo o meno dove vedo le similitudini con la politica italiana (e non solo). Innanzitutto, e questo vale per tutti i Paesi dell’Unione, il riciclaggio di oggetti vecchi sporchi e da buttare (un nome su tutti: Clemente, che nonostante tutto ha preso 110 mila voti… mah!) e poi questo Partito per la Minoranza Polacca mi sembra tanto il tipico partito che cerca di imporre la cosiddetta “etica cristiana” in un Paese che sta cercando di mantenere la sua laicità (cosa che ormai abbiamo perso in parte in Italia), tra l’altro usando mezzi poco “puliti”. L’ipocrisia della politica!

Altra cosa, che è il tema che più mi sta a cuore, è l’astensionismo, ma non solo nelle elezioni Europee, ma anche in quelle Presidenziali, o in quelle Amministrative. Un Paese che è uscito da 18 anni dal giogo del totalitarismo sovietico durato più di 60 anni, non ha capito quanto possa essere importante il voto, unico vero strumento di democrazia che i comuni cittadini hanno per evitare che la storia si ripeta. Io mi sono ritrovato qui in Lituania senza sapere nulla di politica e quasi senza poter chiedere a nessuno di spiegarmi qualcosa, perchè praticamente sempre, mi sento rispondere che non sanno, non se ne importano, ecc. E pensare che io, da residente a Klaipeda, potevo decidere se votare per i candidati lituani o per quelli italiani. L’unico spiraglio che vedo per evitare in questo Paese la totale indifferenza verso la politica è che la nuova Presidente della Repubblica possa far cambiare idea alla gente.

Comunque l’astensionismo per le elezioni Europee è generalizzato a tutti Paesi dell’Unione, segno che qualcosa non funziona, o forse segno che il funzionamento è talmente misterioso che la gente non se ne interessa, perchè il pensiero comune è che se non si conosce a fondo qualcosa, allora non è importante informarsi!
Se poi siamo veramente nell’Unione Europea, è anche giusto che la gente si chieda perchè Paesi come la Svezia o l’Inghilterra non ci pensano nemmeno a entrare in Zona Euro? Perchè se siamo un’Unione non esiste in tutti i Paesi l’obbligo inderogabile di imparare l’inglese fin dalle elementari? Sulla lingua poi c’è da ridere: nei Paesi Scandinavi usano quasi più l’inglese (parlo di lingua nazionale) che le loro lingue di origine, in Inghilterra e in Francia si sono impuntati e si rifiutano quasi categoricamente di imparare una lingua diversa dalla loro, in Italia purtroppo l’uso di una seconda lingua è quasi un utopia. E infine, riallacciandomi a un discorso di burocrazia di qualche giorno fa, mi chiedo come possa essere possibile che in un ufficio immigrazione, dove si presume vadano un sacco di stranieri che non conoscono la lingua, non ci sia un cane che conosca l’inglese. Tutta gente di 50-60 anni che parlano esclusivamente russo o lituano. E questo sono convinto che sia uguale in molti altri Paesi.
Quindi, dove sta andando a finire l’Unione Europea? Veramente c’è da stupirsi se la gente non va a votare per qualcosa che nelle loro vite non esiste, per il semplice motivo che non ne vedono gli effetti? E quando la gente nota che l’Unione Europea tocca le loro vite, di solito succede perchè lo fa in modo negativo. E’ possibile superare la barriera del cosiddetto “euroscetticismo”? Dopo queste elezioni la risposta tende pericolosamente al NO, ma cerchiamo di essere ottimisti, come sempre.

A proposito dei dentisti dei famigerati Paesi dell’Est

dentistaIl 6 Giugno mi sono svegliato e come al solito sono andato a prendermi il quotidiano che ormai da qualche settimana leggo quasi tutti giorni, la Stampa Internazionale. Ho leggo le solite notizie di politica (???) interna, un po’ di estera, ma oggi appena arrivato a pagina 21 qualcosa ha attratto la mia attenzione: un articolo che mi ha fatto tornare in mente una lunga e accesa discussione che dura ormai da un paio di anni.

L’articolo in questione parla di alcuni furti subiti negli ultimi tempi da dentisti italiani, i quali denunciano solitamente la sparizione di strumentazione medica (trapani, lampade per otturazioni, amalgame, laser). Tra le tante ipotesi c’è quella che questa strumentazione vada a finire nelle mani di dentisti abusivi, oppure, udite udite, negli studi dei famigerati dentisti dell’Europa dell’Est. Visti i tanti controlli che ci sono in Italia (quali controlli e da parte di chi?) la prima ipotesi è comunque quella presa meno in considerazione, quindi… E’ risaputo che i dentisti da queste parti sono molto più economici che in Italia, tanto che il turismo “dentistico” è ormai una realtà anche in Italia. Senza dimenticare però che molti italiani vanno in Francia, Spagna o Germania. Però ovviamente in Italia tutto è molto migliore che in qualunque altro Paese del mondo, negli altri Paesi non ci sono controlli sanitari per esempio: infatti io e i tre quarti delle persone che sono andate dal dentista qui, abbiamo l’epatite.

Leggendo l’articolo del giornale mi sono detto: ecco fatto, finalmente trovata la scusa per la quale i dentisti dell’ex blocco sovietico (da Gorizia in poi tutti i Paesi vengono considerati ancora da molti come ex blocco sovietico, anzichè parte dell’Unione Europea) sono meno cari che in Italia. Che poi se dovessimo guardare i prezzi potremmo pensare la stessa cosa di dentisti francesi, tedeschi, spagnoli! Quindi alla fine dei conti il motivo lo abbiamo finalmente trovato e basta con queste stupide accuse che il dentista italiano è caro! E’ il dentista dell’Est il vero ladro! Come dire (Karim docet) che le case in Lituania costano meno, perchè i lituani rubano gli attrezzi del muratore in Italia! Devo dire che questo articolo mi ha fatto un po’ scappare da ridere, ma anche mi ha fatto pensare a come l’anti-informazione possa influenzare in modo pesante l’opinione pubblica. Ma la gente prima di insinuare certe cose non potrebbe pensare? E i giornalisti, prima di scrivere accuse infondate che influenzano l’opinione pubblica, non potrebbero pensarci almeno 1000 volte?

Io ho la sensazione che in Italia la professione del dentista (così come molte altre professioni) sia una professione chiusa, una casta, una lobby in cui tutti sono d’accordo a fare prezzi stratosferici, senza lasciare la possibilità al povero paziente di scegliere, quindi se per un grosso lavoro devo pensare di spendere varie migliaia di euro in Italia, allora preferisco andare all’estero, dove con quelle migliaia di euro ci rifaccio i denti, mi faccio una vacanza e torno indietro avendo risparmiato ancora qualcosa… e i risultati non dico che siano migliori, ma sono dello stesso livello! E questi articoli diffamatori nei confronti anche dei controlli sanitari all’estero, scritti senza avere alcuna prova, dimostrano che qualcosa non va in Italia!

Considerazioni sulla gestione delle emergenze terremoto in Italia

terremoto abruzzoSenza andare troppo lontano nel tempo, quindi senza parlare dei disastrosi terremoti del 1908 e del 1915 in cui persero la vita 160000 (centosessantamila) persone, abbiamo alcuni esempi di come la gestione dei terremoti in Italia non è sempre stata lineare, sia nella prima emergenza (soccorsi), sia nel dopo terremoto (ricostruzione).

Il terremoto del 6 Maggio 1976 in Friuli è stato un esempio dell’efficenza sia nei i soccorsi, sia nella prima sistemazione per gli sfollati, sia nell’organizzazione dei tempi e delle finanze per la ricostruzione, avvenuta nel giro di una decina di anni.

Successivamente un altro terremoto ha devastato l’Irpinia: era il 23 Novembre 1980. I soccorsi organizzati sono arrivati dopo 5 (cinque) giorni a causa sia della totale disorganizzazione della Protezione Civile sia delle condizioni indecenti delle infrastrutture nella zona. Ma la cosa ancora più terribile in questa storia è stata la speculazione ordita da politici e camorra sulla ricostruzione. Tanto per dare alcuni numeri: numero paesi colpiti, da 36 a 280 nel giro di 6 mesi e poi durante gli anni della ricostruzione arrivati misteriosamente a 687; contributi pubblici, circa 60.000 miliardi di lire in 20 anni usati per NON ricostruire, più 11.5 milioni di EURO tra il 2007 e il 2009, usati per costruire (tra l’altro parzialmente) quelli che sono i due quartieri roccaforte della criminalità organizzata del napoletano.Una bella differenza nella gestione dei soldi, verrebbe quasi da pensare che i politici del sud in quel periodo fossero tutti corrotti… che ne dici? Comunque passiamo avanti e cerchiamo di non pensare a questo scempio della politica italiana.

Settembre – Ottobre 1997: il terremoto colpisce l’Umbria, questa volta “solo” 11 persone muoiono durante le scosse. Secondo i dati dell’Osservatorio per la ricostruzione in Umbria, tra il 1998 e 2001 gli interventi realizzati rispetto a quelli preventivati sono stati mediamente del 90%, ma dal 2002 al 2008 questa percentuale è calata vertiginosamente passando al 61%. Ancora oggi, dopo 12 anni, c’è gente in Umbria che vive in casette prefabbricate non certo costruite per viverci a lungo!

Ora facciamo un salto, al terremoto del 6 Aprile 2009 in Abruzzo: senza stare a parlare delle polemiche sollevate dalla possibilità o meno di prevedere terremoti (non me ne intendo molto), vorrei parlare invece della gestione della ricostruzione. Perchè? Da 6 mesi ormai lavoro a stretto contatto con un produttore di case in legno e ormai da circa 2 mesi una grande azienda del nord Italia chiede prezzi e progetti da mostrare alla Protezione Civile per la costruzione di villaggi dove alloggiare i senza tetto. Ho seguito molto le notizie che arrivavano dall’Italia… fino a un mese fa circa, perchè non ne sento più parlare. Qui sono pronto a ricevere ogni delucidazione in caso ci fosse in realtà qualcosa di nuovo. Quello che so io, perchè lo sto vivendo direttamente, è che la ditta che ci ha contattato inizialmente, ora ogni 10 giorni mi dice che c’è un incontro con il governo e ogni volta poi viene rimandata la decisione. In effetti quello che so dai media di sicuro, è che la decisione e il bando vengono rimandati in continuazione. Ora mi chiedo, senza bandiere e senza colori, questo governo vuole fare come il Friuli o vuole finire come l’Irpinia? Allo stato attuale delle cose si direbbe che siano state spese tante, tantissime parole, come solo i politici italiani (decidi tu quali) sanno fare, ma come al solito a fatti siamo sempre mal presi.